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Peste del 1630, la peste manzoniana

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Peste del 1630 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La peste del 1630 fu un'epidemia di peste bubbonica diffusasi in Italia nel periodo tra il 1629 e il 1633 che colpì diverse zone del Settentrione, il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e la Svizzera, con la massima diffusione nell'anno 1630.  Il Ducato di Milano, e quindi la sua capitale, fu uno degli Stati più gravemente colpiti. Si stima che in Italia settentrionale tra il 1630 e il 1631 morirono per la peste 1.100.000 persone su una popolazione complessiva di circa 4 milioni. L'epidemia è nota in Italia come peste manzoniana perché venne ampiamente descritta da Alessandro Manzoni nel romanzo I promessi sposi e nel saggio storico Storia della colonna infame mentre all'Estero è ricordata come "Peste Italiana": en. Italian Plague o Great Plague of Milan; es. Plaga italiana o La gran peste de Milán. Continua qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Peste_del_1630

I Promessi Sposi, Manzoni descrive la madre di Cecilia

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Un brano tratto dal capitolo XXXIV dei Promessi sposi: a Milano la peste dilaga. Le strade sono desolate, dappertutto carri funebri carichi di cadaveri. Renzo, alla ricerca di Lucia, si trova davanti una scena una tragica e commovente. ALESSANDRO MANZONI - I Promessi Sposi Cap. XXXIV - La madre di Cecilia In mezzo a questa desolazione aveva Renzo fatto già una buona parte del suo cammino, quando, distante ancor molti passi da una strada in cui doveva voltare, sentì venir da quella un vario frastono, nel quale  si faceva distinguere quel solito orribile tintinnìo. Arrivato alla cantonata della strada, ch’era una delle più larghe, vide quattro carri fermi nel mezzo; e come, in un mercato di granaglie, si vede un andare e venire di gente, un caricare e un rovesciar di sacchi, tale era il movimento in quel luogo: monatti ch’entravan nelle case, monatti che n’uscivan con un peso su le spalle, e lo mettevano su l’uno o l’altro carro: alcuni con la divisa rossa, altri senza quel distinti...

Decameron, inizia con il racconto della peste l'opera più famosa di Boccaccio

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[Questionario] Giovanni Boccaccio, all'inizio del Decameron, racconta la tragedia della peste del 1348 a Firenze. La maggior parte degli infettati moriva nel giro di tre giorni. Ammalati di peste bubbonica (Illustrazione dalla Bibbia di Toggenburg, 1411. Leggi il testo e rispondi alle domande in fondo al post. Erano ormai trascorsi 1348 anni dall’Incarnazione di Cristo, quando nella nobile città di Firenze, la più bella tra tutte le altre città, giunse la pestilenza, la quale o a causa dei cieli, o per colpa delle nostre colpe peccaminose mandata da Dio sopra i mortali, già iniziata, alcuni anni prima in Oriente, dove aveva causato innumerevoli morti, senza mai fermarsi, passando di luogo in luogo era giunta in Occidente con incredibili conseguenze. E poiché non valeva alcun senno o proponimento, per il quale la città fu pulita da molte sporcizie grazie ad ufficiali preposti a tale officio, per il divieto di alcun malato di entrare in città, di consigli per la pubblica ...

Dal disegno al testo

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