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Visualizzazione dei post con l'etichetta poesia

La fine del viaggio, Eugenio Montale

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“Solo chi vuole s'infinita”, uno dei versi più belli e significativi della poesia Italiana. Ce lo regala Eugenio Montale nella sua "Casa sul mare" "Casa sul Mare" (1925) Eugenio Montale  (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981)  ll viaggio finisce qui: nelle cure meschine che dividono l'anima che non sa più dare un grido. Ora i minuti sono eguali e fissi come i giri di ruota della pompa. Un giro: un salir d'acqua che rimbomba. Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio. Il viaggio finisce a questa spiaggia che tentano gli assidui e lenti flussi. Nulla disvela se non pigri fumi la marina che tramano di conche i soffi leni: ed è raro che appaia nella bonaccia muta tra l'isole dell'aria migrabonde la Corsica dorsuta o la Capraia. Tu chiedi se così tutto vanisce in questa poca nebbia di memorie; se nell'ora che torpe o nel sospiro del frangente si compie ogni destino. Vorrei dirti che no, che ti s'appressa l'ora che passer...

Nella vita non si vince…

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Poesia purepecha I P'urhépecha, chiamati anche Taraschi(in spagnolo Tarascos) o Purépecha, sono un popolo di Nativi Americani stanziato nella regione nord occidentale dello stato messicano di Michoacán, principalmente nell'area della città di Uruapan e Patzcuaro.

"X agosto" di Giovanni Pascoli, letta da Paolo Rossini.

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"X agosto" di Giovanni Pascoli, letta da Paolo Rossini.  X agosto è una poesia composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, ucciso mentre tornava a casa dal mercato di Cesena in circostanze misteriose il 10 agosto 1867, il giorno in cui si celebra San Lorenzo. Pascoli ha appena 12 anni, e questa morte aprirà una serie di lutti familiari. X agosto   San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.   5   Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra spini: ella aveva nel becco un insetto: la cena de' suoi rondinini.   Ora è là, come in croce, che tende 10   quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano.   Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; 15   e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono…   Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egl...

Paul Claudel, La scarpina di raso

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Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo... Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo che a volte è così triste e non ce la fa a vedere la luce. Se tu sapessi con quanto amore stringo la tua mano quando scrivi parole che non riesci a condividere se tu sapessi con quanta gioia mi stringo al tuo cuore quando regali un sorriso.   Se tu sapessi... che ti sono accanto sempre in ogni stante e maggiormente nei momenti difficili. Raccolgo i ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare raccolgo l'amore seppellito nel tuo cuore e te lo ripropongo attraverso gli incontri casuali attraverso il tuo stesso sguardo riflesso su di uno specchio.   Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell'amaro della vita... Gioisci perché attraverso le tue mani io regalo l'amore a chi ha la fortuna di incontrarti. Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo, quello che mai ti abbandonerà Paul Claudel "La scarpina di raso"

Khalil Gibran, il manicomio

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Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore. Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore. E sedetti accanto a lui sulla panca, e gli domandai: "Perché sei qui?". E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse: È una domanda poco opportuna, comunque risponderò. "Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso, e così mio zio. Mia madre vedeva in me l'immagine del suo illustre genitore. Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire. Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta. E anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia, e il maestro di musica, e il logico, erano ben decisi: ognuno di loro voleva che io fossi il riflesso del loro volto in uno specchio. Per questo sono venuto qui. Trovo l'ambiente più sano. Qui almeno posso essere me stesso." E di scatto si volse verso me e c...

Sulla luna, per piacere, non mandate un generale... Poesia di Gianni Rodari

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Sulla luna, per piacere, non mandate un generale: Illustrazione: © Enzo Iorio, 2024 Sulla luna, per piacere, non mandate un generale: ne farebbe una caserma con la tromba e il caporale. Non mandateci un banchiere sul satellite d'argento, o lo mette in cassaforte per mostrarlo a pagamento. Non mandateci un ministro col suo seguito di uscieri: riempirebbe di scartoffie i lunatici crateri. Ha da essere un poeta sulla Luna ad allunare: con la testa nella luna lui da sempre ci sa stare… A sognar i più bei sogni è da sempre abituato: sa sperare l'impossibile anche quando è disperato. Or che i sogni e le speranze si fan veri come fiori, sulla luna e sulla terra fate largo ai sognatori! Gianni Rodari

Se potessi vivere di nuovo la mia vita, Jorge Luis Borges

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Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti: non perdere l'adesso. Jorge Luis Borges

Fammi essere ancora figlio

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La commovente poesia di Gabriele Corsi è dedicata al padre  Fotografia di Robert Doisneau  Leggi la poesia ed esprimi le tue opinioni al riguardo: Fammi essere ancora figlio. Solo una volta. Una volta sola. Poi ti lascio andare. Ma per una volta, ancora, fammi sentire sicuro. Proteggimi dal mondo. Fammi dormire nel sedile dietro il tuo. Guida tu. Che io sono triste e stanco. Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà. Metti la musica che ti piace. Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me. Fammi essere piccolo. Pensa tu per me. Decidi tu per me. Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo. Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano. Raccontami storie. E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare. Ho voglia di rimanere figlio per sempre. Abbracciami forte come dopo un gol. Dormi ancora, come hai fatto, per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale. Rassicurami. Carezzami la testa. Lo so che per tutt...

Se questo è un uomo - Poesia

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"Se questo è un uomo" di Primo Levi  "Se questo è un uomo" di Primo Levi  Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. --- Ecco gli struggenti versi di Primo Levi letti dalla voce dell'attore Dino Becagli:

La giornata più brutta di sempre!

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Nella vita di ogni giorno dipende molto da come guardi le cose... Un giorno una ragazza di 17 anni, Chanie Gorkin, doveva svolgere un compito per la scuola. Si trattava di scrivere una poesia che parlasse di come avesse trascorso una giornata davvero brutta. Lei ci pensò su e alla fine scrisse una poesia intitolata "Worst Day Ever?" (Il giorno peggiore di sempre?) che poteva essere letta in due modi diversi. “Volevo mostrare come la tua giornata si basa davvero su come guardi le cose.” Ecco la poesia tradotta in italiano [da https://www.psicologiaintegrale.it/]: Il giorno peggiore di sempre Oggi è stata la giornata più brutta di sempre E non provare a convincermi che C’è qualcosa di buono in ogni giorno Perché, se guardi da vicino, Il mondo è un posto piuttosto malvagio. Anche se Un po’ di gentilezza ogni tanto traspare La soddisfazione e la felicità non durano. E non è vero che Sta tutto nella testa e nel cuore Perché La vera felicità si ottiene Solo se la propria condizione...

"Femme Noire" la bellissima poesia di Leopold Sedar Senghor (Senegal)

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“Femme noire” (Donna nera) di Léopold Sédar Senghor, senegalese, uno dei maggiori poeti africani del Novecento, protagonista della “negritude”. Foto di  Engin Akyurt  da  Pexels La poesia può servire come lotta contro ogni forma di razzismo, di prevaricazione e di violenza. La poesia diventa così un luogo d’incontro tra popoli diversi, nel quale ciascuno ritrova se stesso e il rispetto per gli altri. Qui di seguito, la poesia letta in francese, con il testo in francese e inglese. Ed ecco la traduzione in italiano, tratta dal sito www.potlatch.it: Donna nuda, donna nera Vestita col colore della vita, con la tua forma bellezza!! Sono cresciuto alla tua ombra; la dolcezza delle tue mani mi bendava gli occhi. Ed ecco che nel cuore dell’Estate e del Meriggio ti scopro Terra Promessa, dall’alto di un colle calcinato ed alto E la tua bellezza mi folgora al centro del cuore come il fulmine di un’aquila. Donna nuda, donna oscura Frutto maturo di ...

Celebriamo insieme il Dantedì 2020!

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Mercoledì 25 marzo, dalle ore 21 alle 22, il quinto canto dell'Inferno di Dante per tutti i docenti, genitori e studenti. Celebra insieme a noi il Dantedì 2020! Mercoledì 25 marzo , dalle  ore 21  alle 22, celebra insieme a noi il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a  Dante Alighieri , istituita dal Consiglio dei Ministri in vista della celebrazione dei 700 anni dalla sua morte che ricorrerà nel 2021 Lucilla Giagnoni , attrice, sceneggiatrice, autrice teatrale e televisiva, spiegherà in diretta su YouTube il  quinto canto dell' Inferno  di Dante  per tutti i  docenti ,  genitori  e  studenti  appassionati, offrendo un'interpretazione dei versi del grande poeta.  Collegati al  canale YouTube di Pearson Italia  a partire dalle ore 20:55 del 25 marzo. https://www.youtube.com/user/pearsonitalia

La meraviglia

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“ È del poeta il fin la meraviglia: parlo dell'eccellente e non del goffo: chi non sa far stupir, vada alla striglia! ” Chi è l'autore di questi versi? Qual è il loro significato? Essi possono essere considerati una specie di sintesi di una importante corrente letteraria. Quale?

"La Pioggia nel Pineto", G. D'Annunzio

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Gabriele D'Annunzio - La pioggia nel pineto Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello ...

Ungaretti legge "Fratelli"

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Giuseppe Ungaretti è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano. La sua poesia "Fratelli", è un accorato appello alla pace, in ogni tempo e in ogni luogo. Giuseppe Ungaretti legge la sua poesia "Fratelli" scritta al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e si scaglia contro tutte le guerre e le forme vecchie e nuove di imperialismo. Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 8 febbraio 1888[1] – Milano, 1º giugno 1970) è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano. È stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo.  La sua poesia, inizialmente influenzata dal simbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche parole essenziali e da analogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta L'Allegria (1919); passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile.  Una terza fase della sua evoluzione poetica, s...